DEPRESSIONE, CRISI DI PANICO&co. SONO LA NORMALITA’ DELLA GENERAZIONE Y?

E’ da un po’ di giorni che mi sto chiedendo se scrivere o no questo articolo, perché si tratta di una cosa molto personale che ho raccontato a pochissime persone. Poi però mi sono detta che persone dal giudizio o dal pregiudizio facile preferisco non averle sul mio blog. Ed ho anche pensato che bisogna tirarla giù questa maschera che troppe volte ci mettiamo sui social e che nel mio blog mi voglio far conoscere per quella che sono: una donna come tante che si guarda la sera allo specchio dopo una giornata difficile con le borse e con la domanda in testa “cosa starò sbagliando?” oppure “Ho sbagliato qualcosa?”.

Per farlo voglio raccontarvi un episodio che ha segnato la mia vita in una maniera potentissima…. Nel bene e nel male. 

Premetto : sono sempre stata magrissima e molto sportiva.

L’episodio risale a circa 10 anni fa. Lavoravo già nel mondo della moda, per un’azienda multinazionale, credo la più grande e ricoprivo già un ruolo “alto”. All’’inizio non ero mai stata così felice, l’azienda dei miei sogni… certo, lavoravo tantissimo ma ogni sforzo che facevo non lo sentivo, non dormivo la notte per leggere le email o rispondere. Dopo due anni, al cambio dell’amministratore delegato, come spesso succede, le cose cambiarono. Iniziarono degli eventi di mobbing, ma mobbing vero : mi chiudevano in una stanza e mi dicevano che non ero capace a fare le cose, un giorno mi dissero ”tu sei come la prima della classe che però non si presenta all’esame di stato”, un altro giorno mi dissero ( ero mancata da lavoro 3 giorni per andare a casa dove avevo una madre malata) “ sei mancata perché ti sei andata a fare la liposuzione alla cosce” ( che anche se fosse non erano certo fatti loro). Queste cose, ripeto, non mi venivano dette a mo’ di battuta, ma erano dei richiami “ufficiali” in stanze dove eravamo in tre: io e le due che mi attaccavano. Mi indebolivano facendomi viaggiare tantissimo, ho preso 18 aerei in una settimana e più ero stanca e più non riuscivo ad essere lucida. Ecco, se ricordo bene qualcosa di quel periodo era la mancanza di lucidità.

Non sono mai stata una persona che ha avuto paura di rispondere, anzi… ma in quelle situazione non ci riuscivo, ero come bloccata e mi giustificavo per cose che non richiedevano affatto una giustificazione!!! Ho cominciato a perdere i capelli, ad avere crisi di panico e crisi di ansia.

Solo chi ne soffre può capire cosa significano le crisi di panico: il terrore di morire, il respiro che si spezza, la paura di attraversare la strada. Decisi di farmi seguire da una psicoterapeuta ma chiaramente lei per prima si rese conto che non era abbastanza e mi consigliò di rivolgermi contemporaneamente ad uno psichiatra per avere un aiuto farmacologico. Ero fortemente depressa. Lo psichiatra in ospedale decretò l’intensità della mia depressione: ero ad un punto in cui le mie idee suicide potevano, un giorno, trasformarsi da idee in realtà. Per 4 settimane quattro amiche si sono alternate a casa, prendendo ferie dal lavoro, pur di non lasciarmi mai sola. Iniziai, nel frattempo, una cura farmacologica: un farmaco per addormentarmi e sedarmi, un farmaco per svegliarmi ed affrontare la giornata. Fortunatamente la cura farmacologica è durata solo un anno perché reagii molto bene, e continuai per i tre anni successivi solo ad andare dalla psicoterapeuta.

Voglio soffermarmi sulle persone che soffrono di depressione. La depressione è una malattia e come tale va trattata. La depressione non si trasmette come l’influenza e lo dico perché ancora oggi le persone che ne soffrono sono ghettizzate.

Detto ciò… ho fatto una cura per i capelli che sono ricresciuti (e da allora ne sono ossessionata) ma chiaramente gli psicofarmaci mi hanno lasciato parecchi chili in più da 52 Kg sono arrivata a 65 kg. Questa cosa mi faceva stare malissimo, avevo visto il mio corpo trasformarsi e non lo accettavo. I miei colleghi mi dicevano (avevano nel frattempo saputo dei miei problemi) “credo tu debba rimetterti in forma, gli psicofarmaci portano sempre un brutto aspetto”.  Il mondo della moda non è facile, devi sempre essere perfetta, devi essere sempre quello che gli altri vorrebbero essere. Non ho mai pianto né quando mi chiudevano nella stanza, né quando mi offendevano… ma a casa….a casa ero disperata. All’esterno era tutto bellissimo, io che viaggiavo, che avevo un ruolo importante, che lavoravo per un alto brand di moda, sempre con le unghie perfette ed i capelli impeccabili, io che non dicevo mai una parola fuori posto o una parolaccia, io che compravo abiti e borse firmate…. Ma poi a casa da sola, ci piangevo su quelle borse.

Mi dicevano “ma vai in palestra, dai vedrai che ti farà bene sia per perdere chili sia per l’umore” ma che ne sanno le persone di quanto sia difficile tirarsi su da quel divano? Che ne sa la gente di quando ti svegli in piena notte con il cuore che batte all’impazzata? Nulla. Amici, parenti, fidanzati, conviventi non ne sanno nulla, solo chi ci è passato sa. E quello che fai quando sei uscita dal “tunnel” è allontanarti da tutte le persone che ti ricordano quei momenti: ho chiuso con tantissime persone, ho cambiato numero di telefono, ho cancellato tutte le foto, ho mollato il mio fidanzato di allora. Però scopri anche tanti aspetti positivi: capisci cos’è la vera amicizia, capisci la tua forza ma capisci anche i tuoi limiti. Noi non siamo invincibili, non siamo delle macchine, abbiamo dei limiti e prima lo accettiamo prima impariamo a vivere meglio ed a vivere in pieno ogni piccola cosa che si presenta davanti al nostro cammino.

Sono fiera di me  perché sono stata brava, ho continuato la mia terapia, ho riacquistato sicurezza in me stessa un po’ alla volta, ho mandato a cagare quel lavoro e ne ho trovato un altro ed ho cominciato a risalire la china. Come ho fatto? Forza di volontà, ora la chiamano resilienza: trovare la forza di trasformare in positivo qualcosa di estremamente negativo, trovare la forza di andare avanti quando tutto sembra crollare intorno a te, trovare un colore in un mare di grigiume.

 Sono passati gli anni ed io sono tornata ad essere la Giuliana che conoscevo, piena di vita ed energia, vivace, autoironica, attenta e “sempre sul pezzo”. Il mio peso non era cambiato, continuavo ad essere una donna di 65 kg ma a quel punto poco mi importava ed ho conosciuto l’Amore della mia vita, il mio attuale marito. Credetemi se non avessi vissuto quei momenti probabilmente non mi sarei accorta di quanto lo amavo e probabilmente non mi sarei sposata rinunciando (e posso dirlo a posteriori) alla gioia più grande della mia vita, questo semplicemente perché avevo capito una lezione che non dimenticherò mai più : la vita personale e la vita lavorativa, devono essere pari sui piatti della bilancia…. Non deve pendere né da una parte, né dall’altra perché altrimenti la tua vita non è equilibrata. Abbiamo bisogno di sentirci soddisfatte e realizzate lavorativamente, ma abbiamo anche bisogno di sentirci amate, di costruire una famiglia, di conoscere un amore diverso che non sia solo dedizione al lavoro.

Volevo essere bellissima per il matrimonio e così ho avuto la forza necessaria di cominciarla davvero una dieta, con l’aiuto di un nutrizionista e con il programma SLENDERIIZ, che avevo cominciato dopo che una persona casualmente mi contattò via IG (GIURO che non è una bugia e forse anche per questo alla fine ho scelto quest’azienda…. perché non sapendolo ha significato per me un cambiamento forte). Con tanti sforzi, perché le gocce non sono acqua di Lourdes, tanto sport, mangiando le cose giuste sono arrivata a 56 kg ed ero così felice!!!!

Perché ti racconto tutto questo? Perché quando ci trattano male non dobbiamo accettarlo NOI DOBBIAMO PRETENDERE RISPETTO, perché non bisogna subire mobbing o maltrattamenti sul posto di lavoro pur di averlo un lavoro, C’E’ SEMPRE UN’ALTERNATIVA che può essere un lavoro tradizionale o il network marketing non importa…. NON IMPORTA!!!! Quello che importa è che tu sappia SEMPRE che hai una via d’uscita, un piano B; perché sono stanca di quelle persone che pensano che chi prende psicofarmaci o chi va da uno psicoterapeuta sia una pazza; perché basta giudicare dalle apparenze, perché siamo belle con le nostre cicatrici, perché io oggi sono felice per tutto quello ho, per quello che sono, per quello che sono riuscita ad ottenere e l’io di oggi non è niente altro che l’insieme del mio passato (positivo e negativo… anzi forma più quello negativo) e del mio presente e quindi devo ringraziare anche quella stanzetta che mi terrorizzava e che mi sognavo di notte. Mi chiedete se fa ancora male? No, non più….anzi mi correggo…. Sapete quando una ferita vi fa male solo quando cambia il tempo? Ecco, a me fa male solo quando ci penso…ma poi mi guardo oggi e vedo una donna forte, coraggiosa, che non ha paura di dire quello che pensa, una donna bella (per me eh…), curata, che fa una vita sana e che FINALMENTE fa un lavoro per se stessa e non per gli altri, fa un lavoro dove a rispondere sono solo le mie capacità, le mie intuizioni e le mie idee. Una donna che è consapevole che con la propria forza di volontà può raggiungere qualsiasi risultato.

Lottate per la vostra felicità, non lasciate che nessuno ve la possa oscurare… so che possono sembrare solo parole… e lo sono… ma sono dette da chi ha sofferto veramente.

Vi aspetto alla prossima!!!!

(Tutte le immagini sono prese da internet)

Pubblicato da Donne allo specchio di Giuliana Petrone

Quello che pensiamo, quello che non diciamo, quello che siamo e che vorremmo essere: guardandoci allo specchio, nell'intimità della nostra camera, tra chiacchiere, ricette e racconti di esperienze, proveremo ad emozionarci insieme.

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