IL POTERE DELLA RETE

Mi sono chiesta tante volte perché in Italia il network marketing = fregatura o comunque qualcosa di molto negativo e non un’opportunità come realmente è. Ho provato a fare uno studio su internet ma alla fine mi sono arresa e così ho chiesto ad una professoressa universitaria di Marketing. Lei è la Dott.ssa Chiara Dussini. Scopriamo cosa ci dice insieme.

Nata a Modena, di animo piuttosto irrequieto, mi sono laureata in Economia nella mia città natale e poi ho iniziato a viaggiare, in Italia e in Europa. Prima Berlino, poi Torino, poi Londra, dove ho conseguito un master in Business Management.

Da sempre nel settore luxury, tessile e abbigliamento, al momento mi occupo di marketing per un’azienda specializzata in denim total look e sono docente universitaria nella stessa materia. Continuo a viaggiare parecchio, mi informo, continuo ad imparare, la docenza è il mio stimolo e la mia passione.

I miei punti di forza: la curiosità e l’eloquenza. I miei punti deboli: la tenacia e la trasparenza

CHIARA DUSSINI, DOCENTE UNIVERSITARIA MARKETING

Guardiamo un po’ che cosa succede nel mercato adesso.

Apriamo uno qualsiasi dei nostri canali social e vedremo che siamo bombardati da contenuti e pubblicità estremamente poco genuina (a volte) su qualsiasi prodotto. 

Il fatto che il mercato fosse completamente saturo di offerte di qualsiasi tipo non è una novità, il bombardamento mediatico neppure ma il cambiamento che sta affrontando il consumatore forse lo è meno. 

Sicuramente le innovazioni tecnologiche hanno permesso ai consumatori di essere estremamente più saggi e istruiti, rapidi e scaltri, nella selezione di un prodotto online, tuttavia è meno chiaro, per il distributore,  che non ci si vuole più accontentare di quello che è una mera pubblicità con messaggi scontati del tipo “ il nostro prodotto è il migliore sul mercato.”

Adesso non vogliamo solamente che il prodotto ci rappresenti, in termini valoriali e non solamente superficiali, ma vogliamo anche che il brand o il prodotto costruiscono una relazione con noi, che siamo i principali fautori del suo successo.

Deve esserci dialogo, continuo e costante. 

Questo sta chiaramente generando il declino della categoria influencers: Il racconto di una vita falsata attraverso un filtro patinato e una proposta indiscriminata di prodotti a prescindere dai valori di una persona non è assolutamente più abbastanza per il consumatore evoluto, dell’era 4.0. 

Questo è l’ambiente che genera il successo del network marketing, una modalità completamente sottovalutata e carica di pregiudizi in Italia, un modo di creare business e di accrescerlo più che consolidato all’estero e soprattutto negli Stati Uniti, dove nasce, nel 1930 circa. Si tratta sostanzialmente si vendere un determinato prodotto/ servizio in modo diretto ad una rete di clienti. il network marketing si basa quindi su uno dei concetti più antichi legato alle relazioni umane: il potere delle reti nel fare business (se do supporto al prossimo, ho il 50% di possibilità che renda il favore) e l’ha reso sostenibile per chi ne fa parte grazie alle leve digitali di cui disponiamo in era attuale. 

Da una parte, l’azienda che diventa fulcro ed epicentro di una rete solida di promotori formati ( Perché selezionati, perché affrontano un processo nella costituzione della rete basato sulle proprie capacità, fortemente meritocratico), dall’altra un consumatore che si vede proporre il prodotto da una persona appassionata e consapevole di ciò che sta facendo, che investe tempo nell’educare e nel coinvolgere il consumatore. Quindi perchè tanto pregiudizio nei confronti di questa attività? 

Da un lato, semplici processi fisiologici di mercato: la novità ( lo è sicuramente per il mercato italiano)  destabilizza sempre, come inizialmente eravamo tutti pieni di pregiudizi nei confronti dei social media e dei sempre più numerosi influencer che hanno popolato il mondo digitale. In mercati più progrediti ( in termini evolutivi, nessun giudizio in questa affermazione) come gli Stati Uniti, si è già assistito a una progressiva diminuzione di queste figure (influencers), a favore di chi tra queste, ha dimostrato reale competenza (networker, che diventano veri e propri testimonial dell’azienda e dei prodotti che vendono e che quindi rappresentano). 

Dall’altro le numerose truffe operate da aziende multilivello che hanno adottato lo schema di Ponzi per truffare centinaia di persone. Truffa storica, che poi ha portato ad una legislazione molto severa intorno alle aziende che basano la loro vendita sul Network Marketing e quindi, forse, al momento sono proprio le aziende più controllate dallo Stato. 

La differenza sostanziale tra il network marketing legittimo e pericolose strutture piramidali è che nel primo caso il venditore è remunerato in base ai successi che ottiene con i suoi clienti, non solo per il reclutamento di persone. 

Vitale, quando si vuole iniziare una carriera in questo settore, verificare la serietà delle aziende, la loro mission, il codice etico e il loro statuto. 

Presto assisteremo al boom del network marketing e all’evoluzione e al successo solo di quelle realtà che operano realmente in modo etico e qualitativo sul mercato nei confronti dei propri consumatori e collaboratori.

In questo “nuovo mondo” vedremo sempre più “consumarsi” il lavoro tradizionale e chiudo con una frase di Bill Gates ( che ci aveva visto lungo anche sul corona Virus) “ Il futuro non è fatto da uffici e scrivanie ma da web e social media. Prima lo si capisce, prima puoi coglierne i frutti”. 

Cheers

Chiara D.

Se hai delle curiosità e vuoi fare delle domande direttamente a Chiara, puoi scriverle all’indirizzo email cdussini@gmail.com!

ci vediamo sabato prossimo… anzi no, Mercoledì con una super sorpresa per voi!!!

Pubblicato da Donne allo specchio di Giuliana Petrone

Quello che pensiamo, quello che non diciamo, quello che siamo e che vorremmo essere: guardandoci allo specchio, nell'intimità della nostra camera, tra chiacchiere, ricette e racconti di esperienze, proveremo ad emozionarci insieme.

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