…E SE TI PARLASSI DI CHIOGGIA?

Fuori dalle mete più comuni. Turisti che affollano le calli di Venezia ma che ignorano una piccola cittadina dal fascino genuino e meno “artefatto” , la piccola Venezia : Chioggia. Sono solo gli stranieri a non conoscerla? Purtroppo no. Tantissimi italiani non ci sono mai stati e forse ne ignorano l’esistenza. Lo ammetto : io per prima ho conosciuto Chioggia solo quando mi sono trasferita in Veneto. Allora facciamoci raccontare Chioggia da una chioggiotta DOC. Buon Viaggio!!!


Ciao sono Serena, ho 36 anni, innamorata della mia famiglia, della musica, del mare e della mia città. Polistrumentista sin da bambina, tra chitarre, sax, pianoforte, clarinetto, batteria e all’occorrenza pure con i bicchieri pieni di Prosecco, da far suonare dopo una bella serata in compagnia degli amici. Velista della domenica, ma con la voglia di uscire in barca anche nei non festivi. Veneta DOC, innamorata della mia terra, delle sue tradizioni e dell’Italia così eterogenea nelle sue meraviglie. Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, profondamente convinta che l’impegno sociale e politico migliorino il mondo. Perché non provarci?

Solo chi ha il caos dentro può generare una stella danzante (Nietzsche).

Serena De Perini

Prova per attimo ad immaginare una Venezia un po’ più piccola, come meno turisti armati di macchina fotografica, niente gondole e con calli percorribili con le automobili.

È proprio a sud della Laguna Veneta che sorge Chioggia, definita “la piccola Venezia” per le somiglianze con la capitale Serenissima.

Skyline di Chioggia

Le sue origini si perdono nella mitologia greca e romana, con Enea fuggito da Troia insieme a Clodio, il quale si insediò proprio in questo luogo fondando Clodia, antico nome di Chioggia.

I più poetici vedono la struttura della cittadina legata al mare, con una caratteristica forma a lisca di pesce. In realtà proprio la conformazione attesta come la città sia antica, di chiara foggia romana, con un cardo, ovvero il corso principale, e tanti decumani, ovvero le sue 74 calli.

Chioggia è una piccola chicca, tutta da scoprire.

Una delle attività principali della città è senza dubbio la pesca, vantando una tra le prime marinerie d’Italia. Ed è proprio l’ambiente marinaro che caratterizza l’indole cittadina: vivace, semplice, dai modi a volte coloriti e soprattutto gioviale, capace di sorridere alla macchietta goldoniana de “Le baruffe Chiozzotte”.

Basta una passeggiata in centro per respirare la storia di questa cittadina, tra i palazzi veneziani presenti sul corso e gli edifici romanici.

In pochi sanno che proprio su una torre romanica, un tempo torre di difesa militare, oggi campanile della Chiesa di Sant’Andrea, risiede l’orologio da torre funzionante più antico al mondo.

Ma è nelle rive dei suoi canali che l’aggettivo “pittoresco”, spesso riservatole, prende ragione.

La vista delle piccole imbarcazioni ormeggiate, le vele colorate dei bragozzi (imbarcazioni tipiche) e i gabbiani reali che osservano il paesaggio dalle briccole, si prestano proprio al pennello di estasiati pittori.

Scorci di Chioggia

Non si può visitare Chioggia e non visitare le sue chiese, ognuna bellissima a modo suo.

In particolare però bisogna menzionare quella di San Domenico, posta sull’omonima isola (che propriamente isola non è, essendo collegata da un ponte) a est della città.

Questa piccola chiesa in realtà è custode di una delle leggende più belle del posto.

La chiesa è da sempre la più cara ai pescatori, in quanto è l’ultima cosa che vedono lasciando la città e la prima quando ritornano dal mare. Qui affidano le loro battute di pesca e qui, oggi come ieri, quando le barche non erano motorizzate e tecnologiche come oggi, rivolgono un’ultima preghiera per un ritorno a casa sani e salvi.

La leggenda, o almeno una delle versioni legate a questa storia, narra che un giorno dei pescatori abbiano trovato in acqua, proprio nei pressi del ponte di San Domenico, un crocifisso di circa 6 metri, ad oggi posizionato nell’abside.

Portatolo alla riva, vista la magnificenza del manufatto e considerando straordinario il ritrovamento, si pensò di collocare il Cristo solennemente nel Duomo cittadino. Ma miracolosamente il crocifisso all’indomani fu ritrovato nella chiesa di San Domenico, dove venne lasciato, interpretando la volontà divina, e legandolo così in maniera indissolubile al mondo della pesca.

Personalmente, credo che questa sia la versione della storia alla quale i chioggiotti siano più affezionati, tramandata da padre in figlio, raccontata proprio davanti a quel Cristo.

Altri raccontano di origini tedesche del crocifisso intagliato nel pioppo, imbarcato per essere portato in Terrasanta. Ma a prescindere da origine e destinazione, la nave che lo trasportava naufragò, ed è così che è arrivato a Chioggia.

Il Cristo, inoltre, non merita solo dal punto di vista storico, ma anche da quello artistico.

Il volto, infatti, è molto espressivo e cambia aspetto a seconda da dove lo si guardi: da sinistra (dalla nicchia ai piedi della croce) è visibile un volto ancora agonizzante e sofferente, da destra si evince il volto di un uomo ormai morto.

Chioggia

Chioggia non ha mai avuto nessuna volontà di competere con Venezia e la sua grande storia. Il loro rapporto nei secoli è sempre stato quello di sudditanza, con Chioggia bacino di sale (numerose erano le “saline”) a servizio della Serenissima.

Ad oggi tra le due non c’è alcuna rivalità, se non per il leone marciano posto in Piazza Vigo, la punta più a nord della città. Su una colonna con capitello corinzio, ritrovata durante degli scavi, è posto, come da serenissima tradizione, un leone di San Marco.

Subito, ad una prima occhiata, si vede che il leone è troppo piccolo per la colonna, oppure è la colonna ad essere troppo grande per il leone, ma comunque la si metta, ancora oggi questo è motivo di sfottò per i veneziani nei confronti dei chioggiotti.

I veneziani, forti dei loro leoni alati seminati per la città, lo considerano un gatto, viste le dimensioni ridotte. Si racconta che abbandonassero ai piedi della colonna delle lische di pesce prima di scappare dalle ire dei chioggiotti.

Questi, dal canto loro, difendono il loro leone incolpandone l’autore: l’opera fu commissionata ad un artista (chissà, probabilmente veneziano?!) che da un enorme pezzo di marmo, scalpellata dopo scalpellata, correzione dopo correzione, vista la scarsa bravura realizzò un leone ben più piccolo delle aspettative.

In realtà anche questa storia si perde tra i miti e le leggende della città, facendo sorridere i turisti che l’ascoltano, decisamente meno i chioggiotti, feriti nell’orgoglio campanilista.

Il famoso Leone(… o Gatto?)

Insomma questa ridente cittadina marinara è veramente una delle perle della Laguna di Venezia. Un patrimonio di curiosità, mistero e soprattutto cultura, che le vale a pieno il titolo di Città d’Arte.

Tanti i punti d’interesse, dal Ponte di Vigo, al mercato del pesce con la pescheria al minuto, fino alla zona del Sagraèto con il mariano Refugium Peccatorum, senza tralasciare le specialità culinarie legate al mondo ittico.

Sicuramente una meta da visitare e chissà che tu, turista, invece de “la piccola Venezia” possa dire di aver visitato “la grande Chioggia”.

Postcard from Chioggia

Venite a trovarci!!!!

Serena

Pubblicato da Donne allo specchio di Giuliana Petrone

Quello che pensiamo, quello che non diciamo, quello che siamo e che vorremmo essere: guardandoci allo specchio, nell'intimità della nostra camera, tra chiacchiere, ricette e racconti di esperienze, proveremo ad emozionarci insieme.

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