LEGAMI TOSSICI

Come sono e come riconoscerli, ce lo spiega la Psicoterapista e Psicologa Francesca Rei.

Immaginiamo di trovarci all’interno di una relazione con un partner che sembrava essere quello perfetto, sempre premuroso, amorevole, disponibile e all’improvviso si trasforma in un mostro, un vampiro e che oltre che il sangue ci succhia energie, vitalità, e che si scateni contro di noi con una forza e una rabbia tale da schernirci, umiliarci e anche schiaffeggiarci e tutto questo via via che perda la sua “umanità” fino a farci sentire…vuote….morte…

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Ecco se avete chiuso gli occhi e avete immaginato una simile situazione e o vi siete ritrovate in una storia simile, capirete cosa sta provando in questo momento una delle numerose donne vittime di violenza fisica, psicologica da parte di un partner (si stima che la percentuale sia del 67%, ISTAT, 2020).

Proviamo a capire insieme cosa succede quando ci troviamo in una simile situazione e cosa possiamo fare.

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La violenza sulle donne è un fenomeno diffuso che prende forma non solo negli abusi fisici, sessuali e aggressivi ma anche nella forma subdola di violenza e sottomissione psicologica, non ha distinzione di età , etnia, socio culturale e grado di istruzione. I risvolti per la vittima di violenza sono spesso molto negativi e dal punto di vista psicologico sono distruttivi: troviamo non solo gravi problematiche fisiche (lesioni, disturbi fisici e organici, del sonno, emicranie) ma soprattutto quelle psicologiche (ansia, depressione, disturbi psicosomatici, disturbi alimentari, dipendenze da sostanze o psicofarmaci, ideazione suicidaria) in grado di destabilizzare la vittima rendendole difficile anche l’uscita dal percorso violento. Nel tempo, i comportamenti violenti e manipolatori del partner inducono una condizione di paura pervasiva che può portare ad una vera e propria alterazione della propria persona e dei propri comportamenti razionali (vedi il fenomeno del gaslighting)  a cui si aggiungono un senso di profonda vergogna e l’insicurezza, le quali rendono difficile l’uscita e la separazione dall’uomo violento.

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Parliamo dunque di legami tossici? Esattamente parliamo di una condizione di dipendenza affettiva in cui la donna vittima di violenza sembra non riuscire ad uscire dal circolo vizioso violento a cui si aggiungono condizioni concrete (cosa ne sarà dei miei figli? Come sopravvivrò? L’isolamento sociale a cui è sottoposta e la mancanza di una propria autonomia economica che spesso finisce per legarla ancora di più al partner maltrattante visto come unico legame che le dà sicurezza); esattamente potremo parlare di perversione relazionale (Racamier, 1992): il maltrattante comincia a  farla sentire indegna, incapace, colpevole, comincia a denegare le proprie mancanze trasferendole su di lei: è lei che diventa la persona senza valore, quella che non capisce, che deve essere trattata come merita. Altro elemento fondamentale da prendere in considerazione è il ciclo stesso della violenza (Walker, 1979) in cui l’uomo violento cerca di riconquistare la compagna con pentimento e gesti di perdono facendola sentire come “aiuto alla sua condizione”.

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Dunque una relazione tossica, dove il maltrattante acquista grande potere personale e dove la vittima perde la propria autonomia, indipendenza e libertà di scelta fino ad essere “disumanizzata”.

Cosa possiamo in psicoterapia?

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Prendiamo in considerazione l’idea che spesso la violenza è minimizzata dalle stesse vittime, occorre perciò distinguere ed informare le donne di quanto sta loro accadendo. Importante è il clima di non giudizio tipico dello psicoterapeuta e l’empatia che sarà in grado di far sentire accolta la donna che chiede aiuto: in questo modo potrà sentirsi libera di esprimere i propri vissuti di vergogna, colpa, paura e angoscia prendendo gradualmente consapevolezza di se stessa e di ciò che sta vivendo. Si lavorerà sull’autostima, sulle proprie risorse interne ed esterne, sul trauma vissuto e i suoi risvolti.

Adesso che abbiamo qualche elemento in più di conoscenza del fenomeno, possiamo essere in grado di informarci, prevenire, chiedere aiuto e lasciare indietro la visione stereotipica del fenomeno.

Dott.ssa Francesca Rea
Psicologa e Psicoterapeuta
Individuale e di gruppo
Operatrice di sportello antiviolenza
348/9256615

DISCLAIMER:

Le informazioni fornite  qui di seguito hanno natura generale e sono pubblicate con uno scopo puramente divulgativo, pertanto non possono sostituire in alcun caso il parere di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, psicologi, farmacisti, veterinari, fisioterapisti, infermieri ecc.).

Chi è e cosa fa L’Associazione “Solve et Coagula”?

L’Associazione culturale Solve et Coagula, nata nell’autunno del 2018, si ispira a una visione umanistica della persona e si propone di costruire una rete collaborativa di professionisti -psicologi, educatori, avvocati, formatori- con lo scopo di migliorare la qualità della vita e delle relazioni umane nei diversi contesti esistenziali e lavorativi, con un’attenzione congiunta all’ambito dei rapporti interpersonali e a quello del rapporto fra uomo e ambiente in senso globale, nell’accezione di una “ecologia della mente”, nei suoi molteplici risvolti cognitivi e affettivi. Il metodo di lavoro a cui si ispira Solve et Coagula è inclusivo, integrato e multidisciplinare e fa riferimento in primo luogo ad alcune teorie-guida di approccio all’essere umano quali la Mindfulness (relativa alla coltivazione dell’attenzione e della consapevolezza nell’esperienza), l’Intelligenza emotiva (per il riconoscimento e la corretta gestione del ruolo della dimensione emozionale nell’essere umano) e la PNEI (La psico-neuro-endocrino-immunologia, che esplora i rapporti e le interazioni reciproche fra mente e corpo).
Ci proponiamo di operare in 4 aree:
Area Clinica:  Psicoterapia e psico-educazione per disturbi dell’umore e di ansia.
Trattamenti specifici per attacchi di panico. Utilizzo di Mindfulness e ACT ( Acceptance and Commitment Therapy), Testistica diagnostica.

Psico-oncologia: psicoterapia individuale e di gruppo, mindfulness, metodo Simonton.

Supporto per malattie croniche, rare e genetiche ( distrofia muscolare, sindrome di Down, sindrome di Klinefelter, sindrome di Turner, sindrome di Di George, sindrome di Praderwilly, sindrome da X fragile, Sindrome di Cornelia de Lange ecc), autoimmuni (sclerosi multipla, artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, sclerodermia ecc) rivolto a a pazienti, caregiver, familiari.

Infertilità: supporto psicologico e psicoterapia per coppie con diagnosi di infertilità o in fase di procreazione medica assitita.

Area educativa:: Bullismo
Cyber bullismo
Psicologia del traffico
Psicologia scolastica: sportelli psicologici nelle scuole dell’infanzia, elementari, medie, superiori.

Area dipendenze :Gioco d’azzardo Dipendenze alimentari Dipendenze sessuali Dipendenze da internet ( Hikikomori ecc)Area psicologo-legaleMediazione familiare per giungere ad un accordo per l’affidamento dei figli e la separazione dei beni, evitando così una causa giudiziale.

Consulenze legali e Sostegno psicologico in caso di procedimenti giudiziali) tutte le parti interessate.

Pubblicato da Donne allo specchio di Giuliana Petrone

Quello che pensiamo, quello che non diciamo, quello che siamo e che vorremmo essere: guardandoci allo specchio, nell'intimità della nostra camera, tra chiacchiere, ricette e racconti di esperienze, proveremo ad emozionarci insieme.

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